Londinese

February 24, 2010

Fenomeni paranormali

Non so se avete mai assistito a dei fenomeni paranormali.

Io no, per culo o per sfortuna, chi lo sa, ma venerdi’ ci sono andata vicino.

Ero uscita ad acquistare una bottiglia di latte parzialmente scremato con il mio coinquilino (qui facciamo finta di tenere alla linea). Fin qui tutto normale, ma le prime persone che abbiamo visto appena messo piede fuori casa erano due amiche ventenni che portavano a spasso i loro simpatici levrieri (ho messo la foto di un levriero a caso nel caso aveste un vuoto di memoria).

Non che ci sia niente di male nel portare a spasso i propri cani, ma fino a poco tempo fa gli unici migliori amici dell’uomo che vedevo a spasso per Brixton erano:

1) Canacci feroci che sicuramente non avrebbero perso tempo a saltarti addosso e a mangiarti gli occhi (previa sbranatura della faccia) se solo tu gli avessi dato spago. Di solito appartengono ai gangster o ai gangster-wannabe che bazzicano qui e che sfoggiano catenacci d’oro al collo e cappellini da baseball anche se non hanno mai visto una partita di baseball in vita loro (non ho photoshoppato l’occhio del cane perche’ cosi’ fa piu’ rognoso).

2) Cani hippie bonaccioni. Di solito sono meticci (so che adesso dire che i cani sono bastardi non e’ politically correct, per cui mi astengo dall’offendere i possessori scassaminchia di cani bastardi) e amiconi, o forse e’ solo perche’ si beccano fumo di canna passivo tutto il giorno e vogliono scroccarti il panino.

3) Cani del mio vicino, che hanno il vizio di entrare in casa mia dalla finestra del balcone e di appostarsi sul mio letto. Non appartengono a nessuna delle due categorie; il mio vicino non e’ ne’ un gangster ne’ un hippie, perche’ lavora in IT e tiene famiglia. (Purtroppo non ho una loro foto da esibire come prova).

Insomma, di questi cani cosi’ posh a Brixton non se ne erano mai visti. La cosa strana e’ che continuando a camminare lungo Atlantic Road, passando accanto al Dogstar e poi per il mercato, ho cominciato a rendermi conto che la gente intorno a me era piuttosto strana. Non che si fossero tutti tramutati in zombies assetati di sangue (anche se sarebbe stato veramente strafigo e adesso il mio blog sarebbe famosissimo, pensate, le Zombie Chronicles o qualcosa di simile, un documento importante e sofferto). No, erano tutti cosi’, come dire…ALLA MODA.

Era come se tutti avessero scoperto dall’oggi al domani che esistono delle tendenze in fatto di vestiario. Come se ci fosse stato un solitario Cristoforo Colombo che avesse attraversato il Tamigi con le sue caravelle e avesse portato indietro uno sbotto di vestiti trendy, come faceva Marino Groovy negli anni ‘80, quando, al volante di un gippone a 4 route motrici e con Artie Shaw in sottofondo, spogliava l’America per noi toscani (http://www.youtube.com/watch?v=IUSoW6PazQk vedi video veramente imperdibile).

Bando alle casalinghe coi culi grossi e i cappellini di pile in inverno e gli infradito sbrilluccicosi ai piedi callosi d’estate, bando alle vecchiette coi carrelli a trascino e i cappottini demode’, bando ai disoccupati che vagano dal pub alla sala scommesse di Electric Avenue e largo alle frotte di giovani virgulti con i loro baffetti ironici e le pelliccie in nylon.

Di per se’ non me ne importa molto di come si vesta la gente, soprattutto quelli che non conosco; il problema e’ che se Brixton continua nella sua ascesa verso il trendy selvaggio potrebbe diventare una seconda Shoreditch. Anche Shoreditch di per se’ non e’ male, ci sono un sacco di posti dove andare la sera ecc ecc. Il problema e’ che appena una zona viene “scoperta” c’e’ la prima ondata di gente trendy, che viene seguita da una seconda ondata di gente meno trendy e cosi’ via, fino a che si aprono due opzioni: o diventa una zona prettamente turistica e ultra commercializzata o diventa una zona per ricconi e percio’ non te la puoi permettere a meno che tu non guadagni 100mila sterline all’anno (+bonus, ovviamente).

Sembra che in passato a Londra non ci siano state vie di mezzo, come potete vedere, ad esempio, Carnaby Street:

Anni ‘60:

E oggi:

Se non vi sembra che ci siano delle grosse differenze, pensate al fatto che prima questa via era l’emblema della moda giovane, delle tendenze che tutti i ragazzi negli anni ‘60 seguivano, adesso ci sono le catene tipo Miss Sixty, Whittard’s (te’ e caffe’), Size? (scarpe) e altri negozi che trovi un po’ da tutte le parti.

Non e’ che voglia impedire alla gente di trasferirsi nel mio quartiere, e’ che vorrei proteggerlo dall’assalto della noiosita’ e omologazione che imperversano in molte altre parti della citta’.

Tutto qui.

P.S.

Spero solo che questi stronzi spariscano prima che inizino ad alzare gli affitti e arrivino quelli delle gite di quinta con i cappellini da jolly con la stampa dell’Union Jack come si vedono a Camden Town.

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